Recensione – ATOM, IL MOSTRO DELLA GALASSIA (1970)

mostro2 punti

REGIA: ISHIRŌ HONDA

GENERE: FANTASCIENZA

DURATA: 84 MIN

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Una sonda spaziale va su Giove per raccogliere dati. Dopo mesi ritorna a Terra, su un’-isola del Pacifico, ma senza equipaggio. Il fotoreporter Kudo si insospettisce. Viene ingaggiato da un impresario che vuole portare i turisti nella zona. Stimolato dal professor Mida accetta di partire verso l’isola, dove però si nasconde Gezora: una seppia gigante alta più di 30 metri.

L’inizio non è male. Il film dimostra cura per la regia e la recitazione è inaspettatamente gradevole. Perfino il protagonista Kudo appare molto credibile e sicuro di sé, senza indispettire. Buono anche il mix di avventura, mostro e qualche accenno allo spazio. Il tutto riesce a mantenere un suo fascino e un suo perché almeno per i primi venti minuti. Le cose iniziano a cambiare proprio nel momento in cui, teoricamente, sarebbero dovute iniziare le scene più interessanti per un film del genere: le apparizioni del mostro. Gezora, questo polipone dalle dimensioni esagerate, intriga e colpisce ma… solo quando non è rappresentato del tutto! Infatti la scena della prima vittima, il pescatore, non è poi così male. È riuscita proprio per il mistero che la avvolge. Come dire: la fantasia dello spettatore compensa.

I problemi partono nel momento in cui si sceglie di far uscire un mostro marino fuori dall’acqua, facendolo semplicemente camminare in giro a distruggere i villaggi dei poveretti dell’isola. Le cose tornano nei canoni di accettabilità con la scena subacquea (che richiama in parte Il mostro della palude), in cui anche in questo caso, come prima, l’oscurità e l’ambientazione marina aiutano e valorizzano il mostro che, appena torna in superficie, si palesa nuovamente nella sua natura plastica. Ma il criticabile non è la cartapesta. Realizzare mostri per il cinema è una vera e propria arte che spesso ha prodotto risultati davvero strabilianti. Attualmente è quasi del tutto scomparsa, soppiantata da effettacci digitali spesso di molto più ridicoli. Il criticabile è dare al mostro delle movenze così sconclusionate.

atom 1

Qualche momento di noia, solo in parte riscattato da esili colpi di scena. Il film resta un discreto intrattenimento, specie se guardato in compagnia. Ma restano degli interrogativi. Uno su tutti: perché la conquista della Terra dovrebbe iniziare da isoletta abitata da meno di 100 persone? Esilarante qualche dialogo. «Ma non c’è modo di eliminare quel mostro? Dopo tutto è solo una piovra ». Atom ci insegna che a volte il personaggio più odioso ed inutile può risultare un eroe dotato di grande umanità.

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